Immaginazione e guarigione

COSA E’ L’IMMAGNAZIONE?

L’immaginazione è un’attività della mente che si caratterizza per l’uso della fantasia. Questo sostantivo deriva dal latino e significa letteralmente “creare immagini”. Immaginare significa creare immagini interne e collegarle fra loro fino a creare fantasie o storie che esistono dentro di noi e non nella realtà.

ll pensiero comune sembra relegare l’immaginazione ad una sorta di pensiero con poco valore poiché distante dalla razionalità, dimenticando che l’essere umano non è solo ragione ma anche emotività, fantasia e, soprattutto, in una lettura analitica,  portatore di immagini interne.

Grandi artisti o scienziati hanno potuto creare con la loro immaginazione opere d’arte o nuovi modi di interpretare i fenomeni della realtà. Tale funzione non è però riservata alle grandi menti ma è parte di ognuno di noi. Nel bambino l’immaginazione, ed insieme ad essa il gioco, è la base per la formazione delle strutture psichiche di quello che sarà poi l’individuo adulto. Il gioco simbolico si basa infatti sulla possibilità di immaginare, di fare “come se”, di costruire una realtà anche senza la realtà. Questo è il primo passo per la nascita del pensiero razionale e di un rapporto con il mondo.

IMMAGINAZIONE E AZIONE

Fantasticare permette di uscire dagli angusti schemi della razionalità e permettere alla mente di esplorare nuove prospettive. Banalmente ogni atto ed ogni decisione originano dall’immaginare un evento. Per cambiare qualcosa del proprio mondo interno o di quello esterno immaginare è il primo passo; fare dunque un pensiero nuovo e di conseguenza un’azione nuova. Uscire da un  pensiero meccanico, abituale, permette di lasciare emergere un desiderio, un’immagine nuova dentro di noi e scoprire dove essa ci porta.

IMMAGINAZIONE E DEPRESSIONE

L’immaginazione è una funzione della psiche, forse la più importante, per quello che riguarda la possibilità di guarigione.  Immaginare è una funzione che mette l’individuo in grado di uscire da una lettura strettamente concreta della sua situazione; l’immaginazione apre alla possibilità di creare nuove letture della situazione e nuove strade dentro di sé. Non a caso chi soffre di un disturbo depressivo è completamente bloccato in uno stato emotivo di tristezza ed impotenza, in un pensiero rigido. Non è possibile per chi è depresso immaginare il cambiamento, la vita appare statica così come lo sono le emozioni di tristezza e di apatia.

L’IMMAGNAZIONE e ANALISI

Jung descrive nel Libro rosso, testo uscito postumo solo nel 2008, un viaggio immaginario dentro di sé e dentro le immagini della sua mente. Tale testo, frutto del lavoro di molti anni, permetterà allo psicoanalista svizzero, di uscire da una forte depressione e di dare corpo ad alcune delle intuizioni più fertili della sua psicologia. Dopo di Jung Hillman in epoca contemporanea ha utilizzato il termine di psicologia immaginale o di psicologia archetipica. L’immaginale per lui è il mondo della possibilità e del cambiamento.

L’IMMAGINAZIONE ATTIVA

La terapia junghiana utilizza un tecnica chiamata Immaginazione attiva. Essa è stata teorizzata da Jung come metodo di esplorazione di sé e delle proprie immagini interne. L’immaginazione attiva consiste nel ricercare per l’appunto attivamente uno spazio di eleborazione di fantasie ed immagini. Secondo la teoria junghiana dentro di noi esistono “a prescindere” delle immagini interne, quali possono essere i sogni o le fantasie ad occhi aperti. E’ proprio esplorando tali immagini che si può scoprire parti di sé dimenticate, o non consapevoli, ed attivare così un processo di guarigione.

IMMAGINAZIONE E GUARIGIONE

L’immaginare mette in moto delle possibilità interne e crea ponti con differenti realtà. Esso è un canale di accesso per i desideri e le immagini che giacciono dentro di noi, spesso dimenticate. La depressione può sopraggiungere proprio perché il legame con tali immagini è rimosso e richiede di essere esplorato.

Coltivare la propria immaginazione diviene quindi un atto fortemente terapeutico che può aprire a nuovi modi di essere e a nuove consapevolezze. Immaginazione e creatività sono un binomio fondamentale per tornare a stare bene. Per questo spesso in terapia si utilizzano le immagini oniriche, le fantasie o il disegno per lavorare insieme al paziente. Immaginare di poter tornare “a stare bene” è il primo passo perchè ciò avvenga; in genere questo richiede dei cambiamenti sia interni che esterni alla persona che si devono poter immaginare prima che essi si realizzino nella realtà.

UN RE ALLO SBANDO

Un re allo sbando è un film delicato e surreale, che ben si presta ad una lettura psicologica e ad una interpretazione della storia in chiave junghiana, così come accade alle fiabe ed ai miti.

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Perfetti sconosciuti

IL FILM

Perfetti sconsciuti racconta di una serata tra amici di vecchia data. Cosa può capitare se improvvisamente i messaggi custoditi nei telefoni di ognuno venissero letti pubblicamente?
Questo è l’espediente narrativo che porta i protagonisti del film a mettere a nudo debolezze e segreti e a condividerli con il partner e con gli amici di una vita. Complice di questo disvelamento un’eclissi di luna che aiuta gli animi a raccontarsi in piena verità.

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La pazza gioia…due follli amiche alla ricerca della felicità

La pazza gioia è un film bello e toccante che parla di follia, di amicizia e della possibilità di farcela nonostante tutto.  Il film offre uno spaccato onesto e vero sul mondo della malattia mentale e sulle possibilità di cura che ci sono attualmente.

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ROOM…una metafora della malattia mentale

LA MALATTIA E’ ISOLAMENTO E CHIUSURA AL MONDO E ALLE RELAZIONI
Room racconta una storia terribile, tratta da un evento realmente accaduto, che nessuno può comprendere fino in fondo, se non i protagonisti reali degli eventi.
Room, oltre ad essere una storia vera, rappresenta anche una metafora molto calzante della malattia mentale: un disagio serio, come lo possono essere una grave nevrosi o un disturbo depressivo importante.

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